- Approfondimenti
storici:
- Architettura
del Novecento a Mestre
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qualsiasi mezzo e soprattutto su altri siti internet)
- La Chiesa dei Santi Gervasio
e Protasio a Carpenedo venne terminata nel 1912 e
rappresenta un saggio dell'atteggiamento culturale del
linguaggio neogotico, tipico della metà dell'800 ma
giunto in ritardo a Mestre e a Venezia. Interessante è
anche la figura dell'architetto e ingegnere Giambattista
Meduna, che progettò non solo l'edificio, ma anche gli
interni, le cappelle e gli arredi, anche se non poté
vedere terminata la chiesa. La chiesa precedente venne
lasciata in piedi mentre attorno le veniva costruita una
chiesa più grande.
- All'inizio del secolo l'architettura e l'edilizia
mestrine sono quasi monopolizzate dalla figura di
Domenico Toniolo: Teatro Toniolo, Galleria e Palazzi
antistanti (1913); costruzioni lungo Riviera XX Settembre e lungo le
vie Cavallotti, Felisati,
Cappuccina, Garibaldi, Rosa.
L'epoca fascista ha lasciato a Mestre: a) un esempio di
urbanistica: il progetto, fortunatamente inattuato, di Antonio
Rosso per la Piazza di Mestre. Il progetto ne prevedeva lo
sventramento e l'abbattimento delle abitazioni dei secoli
precedenti per isolare la Torre e per lasciare spazio alle
adunate oceaniche del regime; b) un esempio di architettura ben
riuscita e che esprime appieno le caratteristiche dell'architettura
dell'epoca, il Liceo Classico Raimondo Franchetti, del 1940, che
segue lo stile di Piacentini, classicista ma severo, razionalista
e disadorno; c) esempi deteriori di edilizia popolare, con la
creazione di alloggi ultra-popolari e progressivamente peggiori,
a Passo Campalto, a Ca Emiliani e in Via Calvi a Marghera,
ad Altobello (1935), a Ca Brentelle e a Ca Sabbioni (1938-39).
- Fra gli anni '30 e '50 vengono realizzate alcune delle
Chiese di Marghera: la Chiesa di SantAntonio da
Padova (1935-46), di Angelo Scattolin, la Chiesa di
San Michele Arcangelo (1950-51) di Brenno Del
Giudice e quella di Gesù Lavoratore (1950-55) di
Scattolin. Al di là delle varie tipologie e dei diversi
architetti risulta interessante il tentativo di adattare
anche l'architettura dei luoghi di culto alla realtà
dell'area industriale.
- Degli anni '50 è un noto edificio di via Felisati, dalle
forme fantasiose e geometriche. Negli stessi anni viene
realizzato il Villaggio San Marco, che, progettato nel
1951 e costruito tra il 1953 e il 1960, è il primo tra
gli interventi di edilizia pubblica ad avere
dimensioni così ampie, aprendo la strada agli interventi
degli anni successivi, dal Villaggio Laguna (1958) al Cep
di Campalto (metà degli anni '60), dalla Cita di
Marghera (1968-1971) al PEEP di Bissuola (1980-1982), da
Bissuola Sud (1970-1972) a Favaro (1976) e al Pip di Dese
(1985).
Di Gianni Fabbri, Roberto Sordina e Giuseppe Creazza è la
cosiddetta Nave, cioè il complesso Iacp di via dello Squero ad
Altobello (1978-1983). Intorno al 2002 è stato realizzato un
secondo edificio, che si raccorda al primo completandolo. Il
progetto originario è comunque stato tradito e non è stato
messo in pratica per intero, dato che mancano all'appello una
piazza e ulteriori strutture che avrebbero dovuto contribuire a
riqualificare l'area. Il linguaggio schematico e razionale dell'opera
va comunque visto complessivamente in modo positivo anche se non
sempre riesce a raccordarsi con l'area circostante.
Molto interessante è la Chiesa del Sacro Cuore di Gesù di
Via Aleardi, costruita tra il 1961 ed il 1973
dallarchitetto Adriano Galderisi e che con le sue forme
domina sull'area in cui si trova e si fa notare, oltre che per il
verticalismo, per l'assenza di una facciata principale e per le
modalità costruttive coraggiose e innovative per Mestre, che
ricordano da vicino l'esperienza di Le
Corbusier e Giovanni Michelucci e forse persino coeve costruzioni
della tradizione orientale (Kenzo Tange).
- La nuova Piazza Ferretto di Guido Zordan è un intervento
urbanistico che ha avuto il pregio di essere portatore di
un nuovo modo di guardare al centro di Mestre, pensato
finalmente come salotto della città e come area che può
assurgere al ruolo di centro storico. Alcuni elementi del
progetto comunque non convincono, a partire da alcune
delle scelte, come ad esempio quella della fontana, della
pavimentazione e dei lampioni.
- Tra 1991 e 1992 viene costruita un'interessante palazzina
in via Gozzi, che riesce a contemperare l'innovazione con
un'interessante capacità di rapportarsi con le due ben
diverse vie cittadine con cui fa angolo. Il Centro
Culturale Candiani (1976-2001) offre una nuova immagine,
moderna e wrightiana, del centro di Mestre.
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sotto indicato esclusivamente per il sito mes3.altervista.org,
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Bibliografia e ulteriori informazioni:
- Stefano CHIAROMANNI, Mestre: architettura del '900,
in «Quaderno di Studi e Notizie numero 9» (nuova serie),
Centro Studi Storici di Mestre, 2002; bibliografia ivi
contenuta
- Gianfranco VECCHIATO, La storia urbana di Mestre dal
dopoguerra ad oggi, in Roberto STEVANATO (a cura di), Storia
di Mestre. Atti della Scuola Seminario, Centro Studi
Storici di Mestre (Gruppo di Ricerca Storica), Mestre,
Liberalato, 1999
- Gianfranco VECCHIATO, Strade e palazzi: una città
tutta nuova, in AA.VV., Mestre. Almanacco della
città 1986, Centro Studi Storici di Mestre,
Mestre, Top Media
Editrice, 1986
