- Bellezze
della città
(Testi realizzati dall'Autore
sotto indicato esclusivamente per il sito mes3.altervista.org,
tutti i diritti sono riservati, è vietata la riproduzione con
qualsiasi mezzo e soprattutto su altri siti internet)
- Il centro di Mestre è
costituito dalla lunga Piazza Ferretto.
- All'interno della cinta
dell'antico Castello medioevale non c'era una vera e
propria piazza. La piazza attuale (Piazza Grande
o Maggiore) sorse al di fuori delle mura.
Nell'Ottocento la Piazza Maggiore era divisa
in quattro parti (Quarti) dall'incrocio
della Strada Regia Postale e di un marciapiede
trasversale alla piazza. Lungo la Strada Regia Postale (fra
l'attuale Piazza Barche e il Terraglio) si sono svolti
tutti gli avvenimenti principali della storia cittadina.
I Quarti erano dunque quelli della Chiesa e dello Stendardo a sud, quelli dell'Erbaria e del Pavion a nord (si vedano i paragrafi
seguenti). Dopo aver subito un restauro, la Piazza prese nel 1900 il
nome di Umberto I; divenne dapprima il capolinea di
diverse linee tramviarie, quindi vide il rapido sviluppo
delle più disparate attività economiche, subendo
inoltre, fra le altre cose, la distruzione del ponte
della Campana e dei vicini Parco Ponci ed Erizzo-Bianchini.
Nel 1913 Domenico Toniolo eresse l'omonimo Teatro,
la galleria ed i palazzi circostanti.
- All'inizio di Piazza
Ferretto si trova San Lorenzo. La prima notizia dell'esistenza
di una chiesa in questo luogo risale al 1192 e ci fa
intuire che essa aveva un portico. L'edificio era di
proprietà della Comunità Mestrina, antichissimo
istituto governato da poche famiglie nobili (il clero si
occupava solo dell'esercizio religioso). La chiesa
attuale, eretta nel XVIII secolo su disegno dell'architetto
Bernardo Maccaruzzi, ha facciata neoclassica e conserva
il campanile romanico della costruzione precedente;
all'interno presenta statue dell'Ottocento e gli altari
provenienti dalla chiesa sconsacrata di Santa
Maria delle Grazie.
-
- Sulla destra, rivolta alla
caratteristica via Poerio, sta la quattrocentesca Scoletta
dei Battuti, con monofore trilobate al primo piano.
- L'attuale è del 1905. In origine era
situato fra le attuali vie Palazzo e Torre Belfredo; è
dall'Ottocento che si trova nel posto in cui si trova
oggi. Nei giorni di mercato vi veniva issata la bandiera
comunale: finchè rimaneva alta era vietato, per favorire
i piccoli consumatori, vendere ai grossisti.
- Al centro della Piazza, ha
tre grandi arcate a racchiudere il portico e una terrazza
alla sommità.
- Il portico, chiamato del Pavion
(dal francese pavillon, padiglione),
era di proprietà pubblica e ospitava i mercanti di biade.
Al suo posto venne costruito il Palazzo Da Re, ma il portico continuò ad
ospitare il mercato delle granaglie.
- Interrato il Ponte della
Campana sotto via Poerio, rimase, dalla parte opposta
della Piazza, il Ponte delle Erbe, allargato nella
seconda metà dell'Ottocento.
- In fondo alla Piazza si
trova la Torre dell'orologio, che, costruita nel 1108 dai
Collalto, è l'unica superstite delle 15 o 17 che
componevano il secondo e più recente Castello Medioevale
di Mestre, almeno dopo la distruzione, nel 1876, di Torre
Belfredo. Faceva parte della "Porta della Loza",
quella cioè che congiungeva il Castello e borgo San
Lorenzo con la sua loggia (adoperata per i processi e per
le aste). L'Orologio vi fu sistemato nel 1827. Usata
dagli Austriaci nel 1848 per spiare Forte Marghera, la
Torre fu interamente restaurata nel 1878, quando venne
rifatto l'Orologio e costruite le due finestrelle: una
lapide ricorda l'avvenimento. Ulteriori resti del
Castello possono essere visitati nei giardinetti di via
Torre Belfredo, in via
Spalti e in Parco Ponci: per questi e per altri reperti
archeologici si può seguire un percorso di pannelli esplicativi che si
snoda nel centro storico di Mestre.
- Venne terminato nel 1466,
proprio al centro del "burgus de Mestre", al
fine di ospitare il Podestà e il Capitano di Mestre. Nel
settembre 1513 ospitò i capi dell'esercito imperiale e
quando, il 2 ottobre, Spagnoli e Imperiali si
allontanarono dopo aver bruciato la città, l'edificio
subì seri danni tanto che nel 1515 era ancora inagibile.
Dopo la caduta della Repubblica (1797) divenne Ufficio
della Deputazione Comunale e della pretura con accanto le
carceri, cosicché si dovette costruire un alto muro di
cinta per nascondere i finestroni delle prigioni. Nel
1869 il Palazzo fu distrutto quasi totalmente per essere
ricostruito per gli Uffici del Municipio (Mestre era
Comune Autonomo): la spesa fu di ben 60.000 lire dell'epoca.
Nel 1974 iniziò il nuovo restauro portato avanti per
qualche tempo. Oggi il palazzo ospita uffici
comunali.
| PALAZZO
DEL CONSIGLIO CIVICO E DELLA PROVVEDARIA |
- Nel 1452, per volontà di
un gruppo di famiglie mestrine e col tacito consenso del
governo veneto nasce a Mestre il Consiglio Civico, che
col Podestà e Capitano provvede alle necessità della
Comunità. Nel 1459 è inaugurato il Palazzo del Comune,
nella cui sala superiore avvengono le assemblee più
importanti. Devastata nel 1513, fu ricostruito nel 1525.
All'inizio dell'Ottocento, secondo il Barcella, il
Palazzo era sede della scuola Comunale. Nel 1853 la sala
consigliare era adibita a granaio. La Provvedarìa, rifatta nel 1926 dopo un
incendio, ospitò la Biblioteca Civica fino al 1974 circa.
Oggi è un palazzetto con portico romanico e un ordine di
finestre rinascimentali.
- Meritano una visita anche
i Forti che
componevano il campo trincerato di Mestre (Gazzera,
Carpenedo, Tron, Tessera, Malcontenta, Pepe, Mezzacaprio,
Poerio, Sirtori e Cosenz). In particolare, si veda il portale
d'accesso del forte Carpenedo, che, in pietra d'Istria,
utilizza uno stile composito, soprattutto neoclassico: le
semicolonne recano fasce orizzontali di carattere tardo-rinascimentale,
la struttura è coronata da un fastigio con lo stemma e
la corona dei Savoia.
- Un'attrattiva che di
recente è in espansione è rappresentata dal verde
pubblico. I parchi principali sono il Parco di
San Giuliano, aperto nel 2004, 770.000 metri
quadrati sulla gronda lagunare, e il Parco della
Bissuola "Alfredo Albanese", 330.000
metri quadrati. A questi si aggiunge il progetto della
realizzazione del Bosco di Mestre, per
ora alquanto limitato, ma che in futuro dovrebbe arrivare
ad estendersi per 1.200 ettari, divenendo il più grande
bosco urbano italiano e uno dei più grandi d'Europa.
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