- Piero
Bergamo
- Piero Bergamo nasce a Venezia il 17
ottobre 1928 e qui trascorre la prima infanzia, nell'albergo-ristorante
"Antico Pizzo" a Rialto, gestito dal padre con
la sorella Berta, di due anni maggiore di lui, e con i
fratellastri ventenni, nati dal primo matrimonio del
genitore. Ben presto la famiglia si trasferisce a
Carpenedo-Mestre.
- Frequenta le scuole elementari, le
medie, quindi il ginnasio ed il liceo classico "Franchetti".
Sono anni d'intenso studio con un folto gruppo d'intellettuali
di Mestre, amici che rimangono a lui affettuosamente
legati fino ai suoi ultimi giorni.
- A questi giovani, dediti alla
speculazione filosofica, che inventano giornali e
scrivono poemetti e poesie (a Piero Bergamo viene
assegnato un premio dalla Biennale d'Arte di Venezia),
improvvisamente nel 1945 vengono messe in mano le
mitragliatrici per difendere, dalle terrazze delle loro
case, le vie della città dal nemico. Fortunatamente la
guerra finisce presto. S'iscrive alla facoltà di
giurisprudenza dell'Università di Padova, che frequenta
fino alla laurea nel 1952, mentre lavora per aiutare il
padre anziano. Sono gli anni della passione per il cinema
e per la regia, coltivata con pochissimi mezzi e
grandissimo entusiasmo. Il primo film a soggetto è
"ll Fiore" (1951) girato interamente con il
montaggio in macchina, senza tagli successivi, e
presentato con 'Il giro di sole" alla Rassegna d'Avanguardia
della XIIIª Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.
Vince premi nei Festival di film a passo ridotto a
Montecatini, Salerno, Cannes e Zurigo. Le riviste
specializzate lo considerano una sicura promessa del
Cinema. Nel 1955 gira "La pupa", primo premio
al Festival di Montecatini e nel 1956 realizza "Il
volante". Viene nominato Consigliere Nazionale della
F.E.D.l.C. a Roma. La sua ultima opera da regista è
"Storia di una cambiale", film didattico girato
all'Università di Padova, ispirato da Carnelutti (presso
il cui studio di Roma è accolto per completare la sua
preparazione di avvocato). Carnelutti stesso deve esserne
l'interprete, ma l'età avanzata e gli acciacchi non
glielo consentono. Viene sostituito da un altro grande
giurista, il prof. Alberto Trabucchi. L'intenzione del
giovane regista è di girare ''Terra nuova" con
Folco Quilici, ma la sua carriera di cineasta si ferma
per i problemi economici che lo costringono a tornare a
Mestre, ove avvia uno studio legale in piazza Ferretto.
- Nel 1958 si sposa e dal matrimonio
nascono Nicola, nel 1961, ed Erica, nel 1964.
- Dà avvio a numerose iniziative per
Mestre, cominciando un cammino appassionato e tenace per
il bene della città. Fonda la "Associazione Civica
per Mestre e la Terraferma", che ha come scopo il
riscatto e l'autonomia della città. Pubblica un giornale,
"L'Ora della Terraferma", che uscirà per
alcuni anni. Viene eletto Consigliere e poi Assessore all'Urbanistica
e all'Edilizia Privata al Comune di Venezia quale
candidato dell'Associazione Civica. Al momento del
sofferto varo del piano regolatore del 1962, che relega
Mestre al ruolo di periferia di Venezia conduce una
strenua battaglia per dare a Mestre la dignità di Città
e per salvaguardare la gronda lagunare, ed in particolare
S.Giuliano, dalla cementificazione selvaggia proposta
dall'Amministrazione Comunale. Con il varo della giunta
di centrosinistra mantiene solamente la carica di
Consigliere Comunale, che ricopre fino al 1975.
- Quando la Lista Civica per Mestre e
la Terraferma si scioglie, passa come indipendente alla
Democrazia Cristiana e nuovamente entra nel Consiglio
Comunale di Venezia ove per molti anni sogna e difende lo
sviluppo amministrativo, culturale, sociale ed armonico
di Mestre, città "negata". Partecipa con Luigi
Brunello e Ugo Fasolo alla fondazione del "Centro
Studi Storici di Mestre" e dell'associazione
culturale-culinaria "A tavola con l'autore"
organizzata presso la "Trattoria dall'Amelia"
di Dino Boscarato. Si prodiga per la realizzazione d'importanti
e molteplici manifestazioni sotto l'egida dell'Espomestre,
che fonda nel 1974. La sua assidua e disinteressata
battaglia per la Città risveglia l'interesse di molti
cittadini, commercianti, operatori economici,
imprenditori, intellettuali, che lo appoggiano nelle
mille iniziative che propone e pongono insieme a lui le
premesse del primo referendum, nel 1979, per l'autonomia
amministrativa di Mestre e Terraferma.
- Sono di quegli anni la "Festa
dei Fiori", che si svolge con molto successo dal
1973 al 1975 e che trasforma la vecchia piazza Ferretto
in un immenso giardino pieno di colori e profumi; il
"Premio di Pittura Mestre"; il Palio dei
Quartieri"; le feste in maschera per i più piccoli;
le fiere del "Tempo Libero"; i numerosi
concerti dell'Accademia Musica Mestre. Promuove la
creazione della "Porta della Terraferma",
scultura di Toni Benetton, purtroppo mai realizzata e di
cui rimane solo il modello nel museo del Maestro. Tenta
di sensibilizzare l'Amministrazione di Venezia per la
costruzione di un teatro che possa togliere Mestre dall'isolamento
rispetto alle grandi compagnie teatrali, che non trovano
in Città spazi adeguati per le rappresentazioni. Di tale
progetto rimane solo un plastico dell'Arch. Della Martina.
- Dopo un periodo alla guida dell'Azienda
Autonoma di Soggiorno e Turismo di Venezia, viene eletto
Consigliere Nazionale per il Turismo. Viene nominato
presidente della Scuola Superiore di Servizio Sociale di
Venezia. Si dedica quindi all'attività del Centro Studi
Storici di Mestre, la sua più amata creatura,
rimanendone Presidente per lunghi anni, divenendone poi
Presidente Onorario nell'ultimo periodo della sua vita.
Con il Centro favorisce la ricerca e la divulgazione
della storia della Città, anche attraverso riunioni di
studio e pubblicazione di testi, che mettono in luce
radici della città nelle quali i suoi cittadini possono
riconoscersi. A seguito della pubblicazione del libro
"I Castelli di Mestre" di Marco Sbrogiò e
grazie alla sovvenzione della Banca Popolare di Venezia,
promuove la realizzazione di un plastico - a cura di
Marco Sbrogiò e realizzato da Roberto Dal Maschio -
riproducente il vecchio e scomparso secondo castello
medievale di cui rimangono solo la Torre in piazza
Ferretto e poche altre testimonianze. Tale plastico resta
uno strumento di ricerca e di studio per i giovani
studenti di Mestre.
- Insieme ad un folto gruppo di amici
mestrini rilancia la battaglia politica per vedere
risarcita la città di Mestre dalla perdita dell'autonomia
e dagli scempi urbanistici provocati dal boom demografico
e dalla carenza di un'idonea pianificazione urbanistica.
Vengono indetti due nuovi referendum, nel 1989 e nel 1994
che, pur non vedendo la vittoria del Sì, hanno il merito
di aumentare notevolmente l'attenzione per Mestre e le
sue problematiche. Nel 1994 si candida per la Camera dei
Deputati nelle liste della Democrazia Cristiana.
- Alcuni anni dopo trova in Alleanza
Nazionale il partito politico che condivide le sue idee
sull'autonomia amministrativa di Mestre. Riceve così l'incarico
di studiare un progetto politico per la separazione di
Mestre da Venezia. Purtroppo l'incipiente malattia non
gli permette di portare a termine il suo proposito. Per
gli organi di informazione oramai da anni viene appellato
"il padre dell'autonomia mestrina".
- Piero Bergamo, nella sua operosa
vita di cittadino, valente avvocato ed appassionato
politico è vissuto nella costante aspirazione di
promuovere Mestre "città". Oltre alle
innumerevoli iniziative editoriali promosse attraverso il
Centro Studi Storici di Mestre, ha contribuito alla
conoscenza di Mestre e della sua storia con i volumi
"Mestre vecchie immagini Ie II" (il primo in
collaborazione con Luigi Brunello), "SPES Mestre 70º",
il pieghevole "Storia di Mestre in 500 parole",
"Almanacco di Mestre", la "Tavola Araldica
di Mestre" e con mille altre iniziative, articoli ed
interventi sulla stampa locale.
- Il Sindaco di Venezia prof. Paolo
Costa, nel suo saluto di commiato, gli ha riconosciuto
questa grande spinta ideale: "Egli è stato il
leader storico dell'autonomia amministrativa di Mestre,
che ha cercato di perseguire sempre con tenacia e
costanza, combattendo la Sua battaglia con onestà,
correttezza e personale disinteresse."
- Piero Bergamo, nonostante i suoi
numerosi impegni, primo fra tutti quello professionale,
non ha mai trascurato la famiglia, di cui è stato geloso
custode. E' stato padre e marito molto affettuoso e,
negli ultimi anni, tenerissimo nonno.
- Si è spento il 12 marzo 2001, all'età
di 72 anni, dopo lunga e inesorabile malattia, sopportata
con grande forza d'animo.
(Testo tratto da Roberto STEVANATO, Piero Bergamo, in
Quaderno di Studi e Notizie numero 9 della nuova serie, Centro
Studi Storici di Mestre, Mestre, Liberalato, 2002 - testo estratto e tradotto in inglese per
gentile concessione dell'Autore, tutti i diritti restano
riservati ed è vietata qualsiasi riproduzione)
Bibliografia e ulteriori
informazioni:
- Roberto STEVANATO, Grazie
Piero Bergamo, in Quaderno di Studi e Notizie
numero 9 (nuova serie), Centro Studi Storici di Mestre,
Mestre, Liberalato, 2002
- Roberto STEVANATO (a cura di),
Centro Studi Storici di Mestre, anno 2001, 40o dalla
fondazione, Mestre, Liberalato, 2001
- Sito ufficiale del Centro
Studi Storici di Mestre: www.centrostudistoricidimestre.it
- Luigi BRUNELLO, Mestre:
gli anni del saccheggio, edito dal Centro Studi
Storici di Mestre, Mestre, Liberalato, 2000
