I forti
del Campo Trincerato di Mestre
(Testi realizzati dall'Autore
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qualsiasi mezzo e soprattutto su altri siti internet)
- La costruzione di Forte Marghera fu disposta dagli
Austriaci nel 1805 ma il forte fu fatto realizzare da
Napoleone tra il 1806 e il 1811, durante la dominazione
Francese a Mestre. Esso fu teatro di importanti episodi
del Risorgimento italiano (consulta la pagina sul 1848 a Mestre).
- Dopo l'unità d'Italia, l'importanza di Venezia, che,
assieme a Genova, La Spezia e Messina, cotituiva una
delle quattro principali piazze marittime italiane e la
debolezza del confine con l'Impero Austro-ungarico (cui
all'epoca appartenevano anche Trento e Trieste) indussero
il Ministero della Guerra ad ordinare la costruzione di
un sistema di forti a Mestre. Fu così che alla fine dell'800
si cominciarono a costruire i forti che avrebbero poi
costituito il Campo Trincerato di Mestre,
uno dei più importanti e significativi assieme a quello
di Roma e a quello di Piacenza.
- Tra il 1883 e il 1887 fu costruito Forte Brendole, tra il
1887 e il 1890 Forte Carpenedo e Forte Tron; a questi
furono aggiunti i Forte Malcontenta e Forte Rossarol a
Tessera. Tutti questi forti di prima generazione
appartenevano al modello Funkler e furono collegati in un
unico sistema difensivo, assieme a due nuove polveriere e
ai preesistenti Forte Marghera e Forte Brondolo; quest'ultimo,
fuori dal territorio di Mestre, vicino Chioggia, era
stato costruito dagli Austriaci e completato dai Francesi
all'inizio del XIX secolo.
- La realizzazione del Campo Trincerato di Mestre fu
completata all'inizio del XX secolo con i forti della
"seconda generazione": Forte Guglielmo Pepe (1909)
a Pagliaga, Forte Mezzacapo (1911) a Marocco, Forte
Alessandro Poerio (1910) a Ponte Damo, Forte Giuseppe
Sirtori (1911) a Spinea, Forte Enrico Cosenz (1911) a
Dese e Forte Cesare Rossarol (1907) a Tessera. I lavori
si protrassero per cinque anni ma nel 1913 l'opera era
completata.
- Durante la prima guerra mondiale la distruzione degli
analoghi forti della zona di Asiago da parte dell'artiglieria
austriaca dimostrò che i forti come quelli di Mestre
erano adatti per resistere ad attacchi frontali ma non a
bombardamenti dall'alto. Pertanto i Forti di Mestre
vennero frettolosamente dismessi. Tuttavia, dopo la rotta
di Caporetto, essi si trovarono molto vicini al fronte e
il Capo di Stato Maggiore Diaz ordinò di riutilizzare i
forti Mezzacapo, Cosenz, Rossarol, Poerio e di rendere
inservibili i forti Carpenedo, Gazzera, Sirtori, Tron
prima che questi cadessero in mano al nemico. Per fortuna
l'avanzata austriaca venne fermata, anche grazie al
sostegno dell'artiglieria dei forti di Mestre.
- Nella seconda guerra mondiale i forti di Mestre erano
ormai inutilizzabili, date le mutate tecniche militari, e
vennero adoperati unicamente come polveriere. Il 27
aprile 1945 i soldati nazisti, prima di ritirarsi,
avrebbero voluto minare i Forti di Mestre ma il piano fu
sventato appena in tempo.
- Dopo la seconda guerra mondiale i Forti di Mestre hanno
continuato ad essere utilizzati come depositi militari
per circa 40 anni, poi sono stati progressivamente
smobilitati e oggi alcuni di essi sono visitabili.
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Bibliografia e ulteriori
informazioni:
- Claudio ZANLORENZI
(a cura di), I forti di Mestre. Storia di un campo
trincerato, Coordinamnto per il recupero del Campo
Trincerato di Mestre, Comune di Venezia, StoriAmestre,
Verona, Cierre Edizioni, 1997
