Approfondimenti storici:
Mestre durante la prima e la seconda guerra mondiale

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Durante la prima guerra modiale Mestre fu soprattutto retrovia e nodo ferroviario, e come tale è decritta anche in Addio alle Armi di Ernest Hemingway. Mestre, data la vicinanza col fronte, subì bombardamenti da parte dell'aviazione dell'Impero Austro-Ungarico: la notte fra il 26 e il 27 febbraio 1918 si verificò il bombardamento più terribile, che causò morti e distrusse abitazioni, specie nell'area di Altobello e Barche.
Ancor più durante la seconda guerra mondiale, il nodo ferroviario di Mestre e soprattutto le industrie di Porto Marghera erano obiettivi strategici, per cui tutte le aree abitate circostanti furono duramente colpite. Mestre fu presa di mira già nel 1940, da aerei francesi, che però provocarono danni lievissimi. Furono soprattutto gli Anglo-Americani, nella primavera del 1944, a bombardare Mestre, specie nella vasta zona compresa fra Piazza XXVII Ottobre e Catene. In tutta Mestre mille furono le abitazioni colpite, migliaia di persone rimasero senza casa. Anche i danni alle industrie furono ingentissimi. Il bombardamento peggiore fu quello del 28 marzo 1944, che causò 164 morti e 270 feriti. Ma i bombardamenti a Porto Marghera divennero frequentissimi e il pericolo era aggravato dal fatto che i rifugi antiaerei erano scarsamente sicuri e poteva essere più consigliabile cercare nascondigli nella campagna circostante.
L'alta concentrazione operaia e il malcontento per le condizioni di guerra, sfociato negli scioperi del 1944, fecero di Mestre terreno privilegiato per la Resistenza, come testimoniato dal gran numero di partigiani provenienti da questa zona e dai sabotaggi e attentati realizzati a Venezia contro la polizia segreta fascista prima e contro i Tedeschi poi. Dopo la Liberazione (25 aprile) i partigiani costrinsero i Tedeschi ad abbandonare Mestre il 28 aprile e, nel pomeriggio del 29 aprile 1945, entrarono a Mestre le truppe Alleate, provenienti da Padova.
Gli strascichi della seconda guerra mondiale si fecero poi sentire per diversi anni, anche con l'arrivo, pure a Mestre, dei profughi italiani dall'Istria e dalla Dalmazia: in particolare a Marghera (Mestre sud), furono loro assegnati, nel corso degli anni, 334 appartamenti.

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