Tratto da La Nuova Venezia (quotidiano locale), mercoledì 26 aprile 2000, pagina 21:
Articolo di Mitia Chiarin:
MESTRE - L'ultima trovata è un referendum virtuale sulla separazione di Mestre da Venezia. Si vota spedendo una email all'indirizzo *****. Un grafico informa sulle percentuali di voto finora raccolte. Attualmente contrari e favorevoli pareggiano con un 44,4 per cento di preferenze ciascuno. Anche nella rete la separazione non spopola.
Il referendum virtuale è stato lanciato al World Wide Web dal sito internet dedicato a Mestre, in rete da due anni grazie alla passione di Stefano Chiaromanni, 18 anni, studente del liceo classico Franchetti di Mestre.
Digitando: www.fortunecity.com/meltingpot/barnsbury/46/mestre.htm (segnalato anche dal motore di ricerca «Virgilio») ecco apparire con un sottofondo musicale la pagina arancione dell'Homepage di Mestre.
Per chi ha la curiosità di entrare, c'è un po' di tutto: il sito ospita una sezione dedicata alla Mestrina calcio, la sezione delle cartoline (acquistate nelle tabaccherie di via Piave o piazza Barche ma fuori produzione da anni), una ricca sezione storica frutto di una raccolta delle pubblicazioni del Centro Studi Storici di Mestre. C'è pure la sezione «bellezze artistiche di Mestre», per chi ci crede e chi ha voglia di ricredersi.
«Il sito è nato per colmare un vuoto imbarazzante» racconta Stefano Chiaromanni, «visto che Mestre contava tre anni fa solo un sito sui forti del campo trincerato e l'homepage del "basket bears"». Il sito del Comune di Venezia non fa distinzioni tra le due città, perché si tratta di una pagina istituzionale, di servizio e informazione sulle attività dell'amministrazione comunale.
A dispetto di chi pensa che la città sia più o meno sconosciuta o comunque al di sopra di ogni curiosità, il «papà» del sito racconta che ogni settimana riceve una decina di messaggi da Paesi di tutto il mondo. Cìè chi chiede informazioni, chi cerca vecchi amici, chi è alla ricerca delle proprie radici o di quelle del proprio nome. le pagine, tradotte in inglese, sono uno spunto per molti. Le e-mail arrivano per lo più da Itlai, America, Inghilterra, Svezia e Francia e spesso riguardano anche richieste di informazioni turisticheche Stefano non sempre riesce ad esaudire.
Ma non mancano le curiosità. «Tempo fa» racconta lo studente con la passione della rete, «mi ha scritto il coordinatore di una conferenza nazionale sul traffico per invitarmi a partecipare. Solo che l'e-mail cominciava con le parole "All'egregio Signor Sindaco e per conoscenza ai consiglieri comunali...". Insomma il sito era l'unico su Mestre e mi avevano preso per il sindaco di questa città. Gli ho dovuto spiegare che Mestre non è Comune e che comunque non sarei potuto essere sindaco visto che all'epoca avevo solo 17 anni».
IN questi mesi lo studente del Franchetti è impegnato in ricerche genealogiche per conto dell'americana Jacqueline Mestre interessata a conoscere le origini del suo cognome. Il sito mestrino è servito poi a riavvicinare vecchi amici. Alcuni tifosi della Mestrina sono stati messi in contatto con un loro vecchio amico giramondo, l'inglese John T. Downey, ora residente in Svezia, sposato e padre di due bambini.
Per cinque anni l'inglese ha vissuto a Mestre passando le domeniche allo stadio Baracca. «Attraverso me», racconta Stefano con un pizzico di orgoglio, «John è riuscito a ritrovare amici come Tito, Andy e altri che non sentiva più da tempo».
Anche questo è il potere della rete.
Mitia Chiarin