Mauro Numa


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Nato a Mestre nel 1961, Mauro Numa è stato uno dei più grandi fiorettisti di sempre, tanto che la rivista Escrime, organo ufficiale della Federazione francese di scherma ebbe a definirlo “nato per vincere”.
Proveniva dalla fiorente scuola di grandi schermidori mestrini. Fu allievo del grande maestro livornese Livio Di Rosa.
A 17 anni, nel 1978, si laureò per la prima volta campione del Mondo Giovani (titolo riconquistato tre anni più tardi). Nel 1979 e nel 1981 fu medaglia d’argento nel Campionato del Mondo a squadre. Nel 1981 conquistò l’oro nella Coppa Europa a squadre. L’anno seguente conquistò l’oro nella Coppa del Mondo. Il 1983 vinse l'oro individuale nella Coppa del Mondo, nel Campionato d’Europa individuale, nelle Universiadi e nei Giochi del Mediterraneo, nonché l'oro a squadre nelle Universiadi.
Alle Olimpiadi di Los Angeles 1984 col fioretto Mauro Numa fece addirittura l'en plein, vincendo gara individuale e torneo a squadre. Mauro Numa, allora studente appena 22enne, fu protagonista di un'Olimpiade straordinaria. In semifinale Numa eliminò, al termine di una strepitosa rimonta l'amico e connazionale Stefano Cerioni (anch'egli allievo di Di Rosa a Mestre), il quale poi si sarebbe consolato con il bronzo individuale e con l'oro a squadre, conquistato dall'Italia grazie a Cerioni, a Mauro Numa, all'altro mestrino Andrea Borella, al veneziano Andrea Cipressa e al fiorentino Angelo Scuri.
Il 3 agosto 1984 nella finale di fioretto individuale, presso il "Convention Centre" di Long Beach, il mestrino Numa si trovò di fronte il tedesco occidentale Mathias Behr. Behr, atleta fortissimo ma sfortunato, si era precedentente ritirato dopo che, per una tragica fatalità aveva provocato, con la punta del fioretto, infilatasi nelle maglie della maschera. la morte dell'avversario sovietico Vladimir Smirnov, vincitore della medaglia d’oro di Mosca. Prima delle Olimpiadi aveva deciso però di tornare in pedana per onorare la memoria dello sfortunato Smirnov.
La finale tra Numa e Behr fu intensissima. In svantaggio 3-7 ad un minuto dalla fine, Numa recuperò e a tre secondi dal termine vinceva 9-8. A quel punto Behr piazzò la stoccata del 9-9 da una posizione "impossibile": da dietro le spalle. Tutto da rifare; la sfida sarebbe stata decisa da un'ultima, fondamentale, stoccata. Vinse il nostro Mauro Numa con una stoccata in pieno petto. Il suo urlo di gioia e liberazione (nella prima foto qui sotto) entrò nella storia della scherma italiana.
Il ventiduenne mestrino, nonostante la giovane età, era già sposato e aveva un figlio avuto proprio nel 1984, poco prima delle Olimpiadi. Ai giornalisti disse: «Dedico questa vittoria a mia moglie Laura e a mio figlio Alessandro. Quanti sacrifici ho fatto per arrivare a questa medaglia. Quest’anno ho pensato solo alle Olimpiadi: ho lasciato la Coppa del Mondo, che detenevo, a Cerioni perché era questo di oggi il successo a cui tenevo, il più importante della mia carriera».
Nel 1985 tornò a vincere la Coppa del Mondo, trascurata l’anno precedente per concentrarsi sulle Olimpiadi e si aggiudicò il Campionato del Mondo individuale e quello a squadre. Vinse il Master del 1985, conquistò il bronzo nel Campionato del Mondo del 1986 e l’oro nel Campionato del Mondo a squadre nel 1986 e 1990. Dopo la partecipazione alle Olimpiadi di Barcellona nel 1992, Mauro Numa ha abbandonato la scherma per dedicarsi al lavoro in una compagnia assicurativa.
Mauro Numa
L'urlo di Mauro Numa dopo la vittoria nel Fioretto individuale alle Olimpiadi del 1984 a Los Angeles

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