- Approfondimenti
storici:
- Risorgimento:
il Quarantotto a Mestre
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Il fallimento dei moti
insurrezionali europei del 1820-'21 e del 1930-'31 e la profonda
crisi economica determinarono la ripresa rivoluzionaria del 1848.
In rapida successione si susseguirono insurrezioni e tumulti a
Palermo (12 marzo), a Vienna (13 marzo), a Budapest (15 marzo), a
Berlino (18 marzo), a Milano (con le celebri Cinque Giornate dal
18 al 22 marzo) e a Praga (19 marzo). Venezia insorge, il 17
marzo viene rilasciato Daniele Manin e in breve la rivoluzione si estende a
tutto il Veneto.
- Il 22
marzo: l'insurrezione e la presa di Forte Marghera
- La notte del 22 marzo una
cinquantina di patrioti mestrini conquistarono il
controllo di Forte Marghera, prima avendo facilmente la
meglio sui trenta soldati austriaci di guarnigione, che
fecero prigionieri, poi anche con uno stratagemma,
facendo credere a 400 soldati austriaci, giunti al Forte
con due barconi, di essere oltre duemila e inducendoli
quindi alla fuga.
- Il 22 marzo a Venezia fu
dichiarata la Repubblica Veneta. Forte Marghera
rappresentò un fondamentale baluardo difensivo per
Venezia e per la Repubblica di Daniele Manin, in difesa
della quale giunsero patrioti da ogni parte d'Italia e
non solo. Il sistema difensivo in terraferma comprendeva
anche Forte Manin, San Giuliano e la Ridotta Rizzardi.
Già il 18 giugno 1848 Mestre ricadde in mano austriaca
ma Forte Marghera, in cui si erano asserragliati i
volontari provenienti dal Veneto, da Napoli e persino
dalla Francia e dalla Polonia, avrebbe resistito, talora
eroicamente, per altri 313 giorni. Infatti la Repubblica
di Venezia non riconobbe l'armistizio di Salasco, con cui
Carlo Alberto, battuto a Custoza, restituiva il Lombardo-Veneto
all'Austria e continuò a restistere.
- La Sortita di Marghera
- La Sortita di Marghera è un
episodio risorgimentale avvenuto a Mestre nel 1848. Per
"Marghera" s'intende l'area dell'omonimo Forte,
cioè di San Giuliano (mentre l'odierna Marghera si
chiamava all'epoca Bottenigo).
- La Sortita risale al 27
ottobre 1848. Guidate dal Generale Pepe, dal Capo di
Stato Maggiore Ulloa e dal Maggiore Radaelli, le truppe
italiane uscirono da Forte Marghera, aiutate dalla nebbia
ma non dai rinforzi navali che avrebbero dovuto giungere
da Fusina e che arrivarono con eccessivo ritardo per
poter prendere parte alla battaglia. Le truppe italiane
si scontrarono con gli Austriaci dapprima in località
Barche, quindi, dopo essersi congiunti con un'altra
colonna proveniente dalla stazione, presso Piazza
Maggiore, all'altezza del ponte della Campana. Su questo
ponte era collocata l'artiglieria austriaca, di cui gli
Italiani riuscirono ad impadronirsi. Gli Austriaci furono
messi in fuga, lungo il Terraglio. Per le ferite
riportate nella Sortita di Marghera perse la vita, tra
gli altri, il poeta napoletano Alessandro
Poerio.
- Ogni anno la sortita di
Marghera viene ricordata con una ricostruzione storico-folcloristica
degli scontri avvenuti davanti a Piazza Ferretto. La
rappresentazione si colloca nell'ambito della serie di
eventi Da San Michele alla
Sortita
(29 settembre - 27 ottobre).
- La Sortita alleggerì la
pressione austriaca su Mestre e Venezia ma già il giorno
successivo gli Austriaci riconquistarono Mestre. Perciò
la Sortita ebbe senz'altro grande valore psicologico e
tattico ma fece conseguire scarsi risultati pratici.
- Una volta che gli Austriaci
ebbero riconquistato le posizioni in città ripresero d'assedio
il Forte Marghera. La situazione rimase tragica sia per
gli assediati del Forte sia per la popolazione, vessata
dagli Austriaci e spesso colpita dal "fuoco amico".
Le munizioni e la polvere da sparo cominciarono a
scarseggiare, mancavano il cibo e infuriava un'epidemia
di colera.
- Forte Marghera venne
abbandonato il 26 maggio 1849; il giorno successivo fu
lasciato anche Forte San Giuliano e Venezia capitolò il
24 Agosto 1849.
- Le
fonti del 1848-'49 a Mestre
- Le vicende del 1848-1849
sono state narrate, prima ancora che da storici di
professione, da alcuni testimoni dell'epoca. Il loro
differente punto di vista offre un quadro dettagliato
degli eventi di quegli anni.
- Placido Aldighieri,
combattente mestrino di umili origini, scrive un
memoriale più cronachistico che storiografico, con uno
stile semplice e alcuni errori di grammatica e di
ortografia. Aldighieri sopperisce però allo scarso
valore letterario dello scritto con l'altissimo valore
emotivo di un racconto entusiastico e ricco di tutta la
passione giovanile del patriota.
- Placido ALDIGHIERI,
Memorie di un veterano 1848-'49, edito dall'Associazione
Civica per Mestre e la terraferma, Mestre, 1961.
- Giovanni Renier, all'epoca
parroco di Mestre, passa da un moderato favore nei
confronti dell'insurrezione italiana allo sconforto e
alla disillusione verso tutte le rivoluzioni, non
restando immune da un pizzico di opportunismo "alla
Don Abbondio".
- Giovanni RENIER, La
cronaca di Mestre degli anni 1848-'49, a cura di
Luigi Brunello, Centro Studi Storici di Mestre, Mestre,
Liberalato, 1982; Antonio NIERO, Aspetti
inediti della figura del sacerdote, letterato e patriota
G. Renier, in «Quaderno del Centro Studi Storici di
Mestre», n. 1 (VS), Le porte di Venezia durante il
Risorgimento. Atti del Convegno (1962), p. 21.
- Teodoro Ticozzi era un
commerciante lecchese che morì a causa di colera verso
la fine dell'assedio di Forte Marghera. La sua narrazione
è minuziosa ma sintetica e telegrafica, ridimensiona il
valore della Sortita e delle operazioni militari e
dimostra disinteresse per le vicende che accadono intorno
al suo negozio. Il suo tono freddo e distaccato è del
tutto opposto alla baldanza giovanile di Aldighieri.
- Teodoro TICOZZI, Diario
1848-49, Centro Studi Storici di Mestre, Mestre,
Trevisanstampa, 1968.
- Jules
Jacques Dumontet,
volontario francese, partecipa alla Sortita e, poi, in
quanto tenente, è l'ultimo ad abbandonare Forte Marghera.
Il suo racconto mira ad enfatizzare le vicende
rivoluzionarie ma indulge anche all'autoesaltazione.
- Jules Jacques
DUMONTET, Un volontario francese alla prima guerra di
Indipendenza (1848-1849): il tenente di artiglieria:
Jules Jacques Dumontet, Milano, Con i tipi di Brugora,
1953
- Francesco Carrano scrive a
Napoli a distanza di qualche anno, nel 1966, quando ormai
il Veneto è unito all'Italia e quindi può avere un
quadro d'insieme del Risorgimento, mentre ricorda le
gesta proprie e degli altri volontari napoletani, specie
nella Sortita del Cavallino (22 ottobre 1848) e in quella
da Forte Marghera (27 ottobre 1848).
- Francesco CARRANO, Onore
a Venezia: combattimenti di Cavallino e di Mestre,
Comune di Venezia, Mestre, Edizioni del Vento, 1995.
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Bibliografia e ulteriori informazioni:
- Paolo BORGONOVI -
Angelo PAVANELLO - Matteo PICCOLO - Roberto STEVANATO -
Giorgio ZOCCOLETTO (a cura di), Il Quarantotto a
Mestre. La rivoluzione e la popolazione, Centro
Studi Storici di Mestre, Mestre, Liberalato, 2000
- Adolfo BERNADELLO -
Piero BRUNELLO - Paul GINSBORG, Venezia 1848-49:
la Rivoluzione e la difesa, edito dal Comune di
Venezia (Assessorato agli Affari Istituzionali), Mestre,
Foligraf, 1979
- Luigi BRUNELLO, Mestre
1848-'49, Mestre, Liberalato, 1996
- Paolo BORGONOVI,
Alessandro Poerio, l'eroe della Sortita, Centro
Studi Storici di Mestre, Mestre, Liberalato, 2002
