Storia di Mestre


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Secondo la leggenda la città sarebbe stata fondata da Mesthle, figlio di Pilemene, re degli Eneti, sfuggito alla distruzione di Troia e sbarcato nella foresta Fetontea, che all'epoca ricopriva l'intera Pianura Padana. Incerta è la vera origine di Mestre. Recenti scavi archeologici hanno dimostrato la presenza di insediamenti neolitici in aree centrali della città. Intorno al 1000 a.C. la Pianura Padana era abitata dai Paleoveneti, che convivevano pacificamente con gli Etruschi, cui altri storici fanno risalire la fondazione di Mestre. Un'altra etimologia del nome della città viene fatta derivare dal centurione romano Mestrius che vi costruì un castrum, nell'area dell'ospedale civile (per ulteriori informazioni sul nome, clicca qui). In epoca romana (dal II secolo a.C.) Mestre era anche una mutatio sulla via Annia-Popilia, che collegava gli importanti centri di Altinum (Altino) e Patavium (Padova). La cartine dell'epoca indicano nell'attuale area di Mestre le località denominate Ad Nonum e Ad Portum.

Il castrum romano, nell'area che ai giorni nostri sarebbe stata occupata dall'ospedale "Umberto I", diventò dapprima fortezza con il nome di "Castelvecchio" e quindi fu distrutto da Attila, venne infine ricostruito intorno al 1000. Per lungo tempo convissero il vecchio castello di Mestre, abbandonato e poi caduto in rovina, e uno nuovo e più ampio, realizzato nel XIV secolo più a est e avente una pianta a forma di uno scudo. Il Castelnuovo fu costruito a nord del Borgo di San Lorenzo e a protezione di questo; lungo il suo perimetro, che misurava più di un chilometro, erano situate fra le quindici e le diciassette torri, delle quali una (quella dell'Orologio) è giunta fino a noi. Oltre a quest'ultima, gli altri due ingressi al Castello erano la Porta Altino o dei Molini a est e la porta di Torre Belfredo (abbattuta nel 1876), presso la quale erano richiesti i dazi, a ovest. Al centro del Castello inoltre era collocata una torre isolata, sulle cui rovine venne poi innalzata la Provvederia.

La Magnifica Comunità Mestrina, con a capo un Consiglio Civico, fece dapprima parte dei possedimenti di Treviso, che la amministrò inviando a Mestre due Capitani e successivamente suddividendo il territorio in Regole. Mestre venne occupata nel 1245 da Ezzelino da Romano e nel XIV secolo da Cangrande della Scala. Intanto fiorirono le Confraternite (di quella di Santa Maria dei Battuti, fondata nel 1302, ci rimane la Scuola). Nel 1328 Treviso fece costruire una torre a Marghera, non lontana dall'odierna San Giuliano, non solo per prevenire il contrabbando ma anche per sorvegliare Venezia, che era sentita come un pericolo. Solo nel 1337 Venezia cominciò a rivolgere la propria attenzione ai territori di terraferma e Mestre entrò a far parte della Serenissima, di cui condivise le sorti fino alla caduta, avvenuta per mano di Napoleone nel 1797. Durante la dominazione veneziana Mestre fu Podesteria e Capitaniato con giurisdizione su un ampio territorio e con a capo un podestà scelto tra i patrizi di Venezia. Mestre divenne un rinomato luogo di villeggiatura, decantato anche da Carlo Goldoni nelle sue commedie: le nobili famiglie veneziane costruirono una gran quantità di ville a Mestre e lungo tutta la Riviera del Brenta.

Nel 1513 la Spagna e l'Impero d'Austria, ultimi stati rimanenti della coalizione che aveva dato vita alla Lega di Cambry contro Venezia, cinsero d'assedio il Castello di Mestre e misero la città a ferro e fuoco, uccidendo gli abitanti e incendiando il Castello, che nonostante la volontà del Doge non sarebbe più stato ricostruito per intero.
Nel 1797 Napoleone fece capitolare la Serenissima Repubblica di Venezia, prima di cederla all'Austria col trattato di Campoformio. Nel 1805 il Veneto tornò alla Francia, che lo controllò attraverso la creazione del cosiddetto "Regno d'Italia". Il 23 aprile 1809 gli Austriaci rientrarono a Mestre sgominando la guarnigione francese che resisteva nel Forte Marghera (fatto costruire proprio dai Francesi ai primi dell'800), ma poi il Veneto tornò alla Francia e solo dopo la caduta di Napoleone, nel 1815, nuovamente all'Impero Austro-Ungarico. La ferrovia Mestre-Padova venne completata nel 1842 e nel 1846 fu ultimato anche il ponte ferroviario per Venezia.

Nel Risorgimento, Mestre visse alcune delle fasi più gloriose della sua storia, con la presa di Forte Marghera (22 marzo 1848), la Sortita di Marghera (27 ottobre 1848) e la gloriosa resistenza a difesa della Repubblica di Daniele Manin, fino alla capitolazione di Venezia, avvenuta il 24 agosto 1849. Il Comune di Mestre, capoluogo di cantone e poi di distretto (poi sede di mandamento) avrebbe in seguito potuto fregiarsi, oltre che del titolo ufficiale di città d'Italia, anche della medaglia d'oro per questi avvenimenti. Mestre, assieme a tutto il Veneto e a Mantova, entrò a far parte del Regno d'Italia il 22 ottobre 1866, mediante plebiscito. Il Campo Trincerato di Mestre prese forma con la realizzazione, accanto al vecchio Forte Marghera, dei forti Carpenedo, Gazzera e Tron tra gli anni '80 e '90 dell'800 e in seguito, tra il 1907 e il 1912, con la costruzione dei forti Bazzera, Rossarol, Cosenz, Pepe, Mezzacapo, Sirtori e Poerio.

All'inizio del XX secolo Mestre iniziava ad assumere una propria fisionomia, con la costruzione di Viale Garibaldi e Via Piave, del ponte sul Marzenego e del Teatro Toniolo. Negli stessi anni Mestre si dotò di un Ospedale, costruito nel 1906 sull’area dell’antico Castello, nonché dell’illuminazione elettrica (1899), del gas (1909) e di un nuovo acquedotto (1912). L'area del Canal Salso vide sorgere i primissimi insediamenti industriali, piccole fabbriche come ad esempio quella di cioccolata Taboga o quella di scope Krull.
Già nel 1917 però cominciò la costruzione del nuovo porto industriale di Venezia in terraferma: l'area individuata fu quella di Bottenigo, espropriata al comune di Mestre e ridenominata "Marghera" traslando l'antico toponimo che designava l'area del Forte Marghera e della celebre Sortita. Nel 1926 anche il resto del comune di Mestre venne annesso a Venezia. La popolazione di Mestre, già in crescita, continuò ad aumentare ancor più dopo la nascita di Porto Marghera. La seconda guerra mondiale portò anche a Mestre distruzioni e bombardamenti, specie sul nodo ferroviario, sulle principali arterie stradali e sugli impianti di Porto Marghera, ma anche sulle abitazioni civili, il cui 10% era stato abbattuto dalle bombe. Nel 1945 Mestre recuperò solo per una brevissima parentesi, ad opera del Comitato di Liberazione Nazionale, l'autonomia comunale. A Roma, il 14 luglio 1948 un fanatico isolato, Antonio Pallante, sparò al segretario del PCI Togliatti mentre usciva dal Parlamento e lo ferì seriamente: al diffondersi in Italia della notizia vi furono gravi disordini, tra i quali i libri di storia ricordano, oltre a quelli di Torino, Roma, Napoli, Livorno, Genova ed Abbadia San Salvatore sul Monte Amiata, anche quelli di Mestre: la creazione di blocchi stradali sul Ponte della Libertà e la presa delle fabbriche chimiche e degli impianti petroliferi da parte degli operai; la guerra civile fu comunque scongiurata.
Fu soprattutto nel secondo dopoguerra che Mestre, in coincidenza con la ricostruzione delle industrie e la ripresa economica italiana, subì un rapido e disordinato sviluppo. Al boom economico seguì uno sviluppo senza uguali in Italia (per valutare il trend demografico mestrino, cliccare qui), ma che avvenne in modo disordinato, lasciando Mestre in balia di una feroce speculazione edilizia, che mirava ad occupare qualsiasi spazio si potesse sfruttare per costruire palazzi. A questo vero e proprio sacco di Mestre contribuì l'assenza di una propria amministrazione comunale, cancellata dal fascismo nel 1926, e il ritardo dei piani regolatori, dapprima del tutto mancanti, proprio in coincidenza con gli anni di maggior incremento edilizio, poi largamente inadeguati rispetto a una situazione nuova e ancora non del tutto compresa. L'apice della corsa demografica fu raggiunto nel 1975-'76 con oltre 210.000 abitanti, mentre Porto Marghera nel 1970 dava lavoro a ben 31.000 addetti. Il Fenomeno Mestre diede così vita a una città invivibile, priva di infrastrutture sufficienti e di verde pubblico, con molte costruzioni eccessivamente ravvicinate e con veri e propri "ghetti" di edilizia popolare.
Furono anni di grande conflittualità sociale, di scioperi e proteste da parte degli operai del Porto Marghera, ormai divenuto il polo di industria chimica più importante in Italia e tra i più grandi in Europa. Purtroppo però Mestre fu anche teatro dei cosiddetti Anni di Piombo del terrorismo interno italiano: a Mestre le Brigate Rosse uccisero nel 1980 il Vicedirettore del Petrolchimico di Marghera Sergio Gori e il commissario di polizia Alfredo Albanese e, nel 1981, il Direttore del Petrolchimico Giuseppe Taliercio.
Per fortuna Mestre balzò agli onori della cronaca anche per motivi più felici: il Circolo Scherma Mestre e gli schermidori mestrini conquistarono la vetta del mondo alle Olimpiadi tra il 1976 ed il 1984: nomi come quelli di Fabio Dal Zotto, Andrea Borella e Mauro Numa sono entrati nella leggenda di questo sport.
Il Petrolchimico di Porto Marghera è l'immagine della più generale crisi della grande industria pesante: nato negli anni '60, raddoppiato negli anni '70, trasformato con un sistema di pipe-line in un unico complesso industriale Ravenna - Ferrara - Marghera, ha oggi meno di 2000 dipendenti.
Mestre ha ormai da tempo rovesciato la situazione di città-periferia del centro storico ma si trova ancora relegata al ruolo di frazione di Venezia, della quale fin dal 1960 ha più abitanti. Per correggere tale distorsione intervennero quattro referendum, nel 1979, 1989, 1994 e 2003, che pur non dando esito positivo nel senso dell'autonomia dei due comuni di Mestre e di Venezia, contribuirono senz'altro ad ottenere una maggior attenzione della classe dirigente veneziana per la città di terraferma.

Approfondimenti storici:

Il Nome Mestre
Mestre Romana
I Castelli di Mestre
Gli Ebrei a Mestre
Simboli di Mestre
Mestre nei catasti
Il 1848 a Mestre e la Sortita di Forte Marghera
Porto Marghera
La prima e la seconda guerra mondiale a Mestre
La storia amministrativa di Mestre: 1) fino al 1926; 2) dal 1917 ad oggi
L'architettura del '900 a Mestre

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Bibliografia e ulteriori informazioni:
(Si segnalano solo le opere sulla storia di Mestre in generale, mentre i volumi su singoli temi o periodi storici sono indicati in calce a ciascuna delle pagine di "Approfondimenti storici" sopra linkate)

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