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- "Roberto Succo" (qui a fianco la
locandina), film francese del 2001, ha concorso
anche al festival di Cannes nello stesso anno. È giunto nelle sale
italiane nell'agosto 2002.
- Si tratta del terzo film del regista francese
Cedric Kahn. Ecco come parlano del personaggio
principale il regista e l'attore protagonista, l'emergente
attore italiano Stefano Cassetti (Brescia 1975) (fonte
di entrambe le interviste: Ansa).
- - Kahn: «Non è un serial killer», dice il
regista, «è un pazzo schizofrenico, capace di
azioni infantili, tenere, ma anche violente,
atroci, fino all'automutilazione, un dolore
fisico che deve esorcizzare il dolore morale, la
lacerazione interiore». «Ci sono troppi film
autobiografici in giro, penso che la gente abbia
voglia di storie vere, anche crude, anche
laceranti».
- - Cassetti: «Vorrei scomparire, sono timido, non
mi piace essere riconosciuto per la strada. Il
mio hobby è l'arte contemporanea, il mio attore
di riferimento Topolino. Sono terrorizzato dalla
stampa che appiccica etichette e magari da domani
mi chiamerà 'serial killer'. I miei genitori
erano perplessi, ma io sono indipendente e ho
scelto di rischiare. Mi ha convinto Cedric quando
mi ha detto che non voleva fare di Succo un eroe.
Però quando mi sono visto sullo schermo ho avuto
paura: un po' mi dà fastidio la mia immagine, un
po' mi ha spaventato l'energia che ci ho messo,
il realismo di certe scene di violenza».
«Ancora oggi, credo ci siano ultrà del Mestre
che si fanno chiamare 'Brigate Succo'»
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